Ed ecco il terzo post di questo blog, Raccontami una ... storia? favola? avventura? Dipende solo da noi e da quello che scriveremo.
Ebbene si, il classico gioco da viaggio o da campeggio diventa il concetto principale di questo post.
«La storia siamo noi» diceva una canzone, bhe qui la storia la scriviamo noi :-) ... insieme.
Pochi punti perchè sia tutto più chiaro:
• scriviamo a turno, non è valido fare doppi post, aspettiamo sempre che qualcun'altro ci metta del suo.
• non scriviamo tantissimo o rischiamo di influenzare troppo la storia, facciamo in modo che nasca e cresca grazie a tutti e non solo ad uno, che ne dite di un minimo di una ed un massimo di dieci righe?
• ognuno scelga il personaggio che desidera, quello che ama di più, quello con cui ha giocato di più, il suo personaggio più famoso e lo ruoli come meglio preferisce.
• dimenticavo, questa "campagna ortografica" sarà seguita da Silver che farà un po' da game master, ma non sapremo mai quando e come, nemmeno io prometto.
Bene, che altro. Ah! Si! L'inizio della storia...
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È notte fonda nel Bosco Ammantato, ed il gruppo di amici lì accampato riposa serenamente mentre un paio di loro stanno di guardia, osservando il cielo e le limpide stelle che ammiccano lucenti accanto a Selûne.
All'improvviso, dietro un albero lì vicino, si ode uno strano scricchiolio...
"Ecco, lo sapevo che non poteva andare tutto dritto per una volta!"
La mano del vecchio soldato corse alla spada che aveva appoggiato al proprio fianco, mentre con lo sguardo cercava automaticamente Zeto, con l'automatismo che solo il sangue versato insieme poteva creare.
Assicuratosi della posizione del mago, volse lo sguardo al rumore e si tese... "Tempus, guardami"...
Il fuoco si muoveva sinuoso certo di aver ipnotizzato Kirsa grazie al morbido e bruciante movimento delle sue fiamme. Forte del suo successo non risparmiava la sua spettatrice esibendosi in danze selvagge accompagnate da piccoli scoppietti che morivano insieme a nuvole di polvere lucente. Era lui l'attrazione della notte, e di certo avrebbe dato il meglio di se.
Poi un rumore, lo sguardo rivolto a Zeto e Balinor i due compagni di guardia, la mano alla spada e l'attenzione di Kirsa altrove...
«Era la mia notte» pensò il fuoco che in un impeto di rabbia innalzò una fiamma al di sopra tutte le altre, ma Kirsa non la vide e forse non fu la sola.
Quel tronco dapprima non morbidissimo sedile era poi divenuto cuscino ricoperto da una stuola in semplice cotone in quella notte che tanto serena sembrava.
Prima di prender sonno in quel campo aveva ritrovato vecchi e buoni amici e fatto la conoscenza di altri, il suo turno di guardia sarebbe stato fra qualche ora così Lucas aveva deciso di riposare un po' nei pressi del fuoco.
Come sempre aveva tolto la corazza ma non abbandonato le sue fedeli spade "fulgore" e "bagliore" che ora giacevano nei foderi al suo fianco.
La polvere di granito volò sulle spalle del vecchio Balinor e subito dopo con rapidi gesti e parole la pelle, non vista sotto l'armatura, diventò come pietra. Zeto ringraziò di aver passato mesi alle Terre di Pietra per quella grande scorta, poi uno sguardo veloce ai coni d'ombra vicini gli avrebbe consentito di fare la sua prossima mossa.
Mentre i due compagni di guardia scrutano le tenebre del Bosco alla ricerca della fonte del rumore di poco prima, e gli altri amici sono ancora immersi nei propri sogni e nei propri pensieri, esattamente dalla parte opposta del campo si ode un nuovo scricchiolio, più forte e distinto, abbastanza da svegliare gli avventurieri più vicini e più attenti...
La giornata era stata dura e lunga, in quel accampamento il giovane chierico aveva trovato un buon posto dove riposare.La notte portò un sonno più pesante del solito e ne il primo, ne il secondo rumore destarono Alianto.Il suo cavallo invece inizio ad annusare l'aria...
Il secondo rumore svegliò il giovane mezzelfo, le mani corserò rapide verso le sue fidate lame, due grosse lingue di Darksteel uscirono fuori dai loro foderi mentre le mani che le cingevano si stringevano intorno alle loro else.
I suoi occhi scrutavano ora la notte mentre anche altri compagni svegliati da quei rumori erano ora in guardia anch essi vicino a lui...
La tensione cadde all'improvviso quando dei cespugli venne fuori un grottesco gnomo, invero brutto nell'aspetto, che vestiva una tunica strimizzita verdognola cinta da una belle cintola di pelle di troll. Lo gnomo parse sconcertato sull'istante, vedendo quel gruppo d'eroi, messo sull'allerta dal suo incedere nella foresta, sobbalzare ed impugnare le lame.
Fece un passo indietro, sollevando una lanterna ed illuminandosi il volto, e sorrise livemente, mostrando occhi furbi ed un lungo naso appuntito; alchè il vecchio bardo sogghignò, divertito, del buffo aspetto dell'inaspettato viandante...
La mano sinistra allentò la presa su Paura, la vecchia spada che l'accompagnava da quando era poco più di una ragazzina, mentre la destra di fermò prima di estrarre dal fodero Coraggio, il prezioso pugnale dalla lama argentea.
«E quel piccoletto chi è?» Chiese rivolta più a se stessa che ai compagni accanto al fuoco.
Poi vide il sorriso del vecchio bardo e quel suo sguardo divertito, la tensione sembrava sparita ed anche lei si ritrovò a sorriderete mentre il suo braccio e la sua mano si rilassavano riponendo la fidata lama.
Il vecchio guerriero grugni' al vedere il vecchio gnomo avvicinarsi.
- Vuoi farti ammazzare, gnomo? - borbotto' scontroso, per nascondere il sollievo che stava scendendo in lui. Ancora una volta vivo...
Ma prima che potesse rilassarsi del tutto, un pensiero passo per la mente di Balinor: uno dei due rumori era causato dallo gnomo, ma l'altro...?
Dal margine opposto del campo, spuntò una bertuccia, con un cappelletto calimshita sulla testa. Attraversò rapidamente il campo, con la coda ritta e saltò sulla spalla dello gnomo, aggrappandosi ad un orecchio del padrone.
Questo sorrise e si fece avanti, e s'introdusse:
"Piacere, mi chiamo Will Piedineri del Clan delle tre Pietre. Sono uno scrittore, si signori! Di Talento!"
Quindi sedette su una radice e cominciò a rovistare in una saccaccia piena di ninnoli e catenelle, ed aggiunse:
"Siete avventurieri? Si, non ne dubitavo! Visto che occhio acuto? Non me ne parlate, io che scrivo tutto il giorno, dovrei usare due fondi di bottiglia per vedere, ma sapete ho la vista di un falco!
E siccome mi sembrate delle persone in gamba vorrei dirvi una cosa, e cioè che..."
Subito dopo l'ingresso della scimmietta, un ennesimo inatteso rumore sovrastò per un attimo le risatine e le esclamazioni dei presenti, portando un brivido lungo la schiena degli avventurieri più vicini al limite del cerchio di luce...
Dopo aver visto la comparsa dello gnomo e del suo peloso compagno, Zeto ne approfittò per nascondersi nella zona d'ombra che aveva visto. Balinor non amava diventare di pietra e prima che se ne rendesse conto, sarebbe stato meglio essere fuori dalla sua vista. Ma quando pensava che il pericolo maggiore fosse il grugnire del vecchio soldato, il nuovo rumore lo fece appiattire ancora di più nell'oscurità mentre cercava di trovarne la fonte.
La mano corse rapida verso la fedele "ches", gli occi si aprirono un attimo dopo.In piedi sul giaciglio: "Alì proteggi korakina",il cavallo ubbdì come sempre.Gli occhi ben vigili "chi fà tutto questo rumore,da dove proviene?"
Il dragone rosso chinò il capo. e continuò a chiedere pietà. "Fai svanire quella terribile immagine, non la sopporto più!" chiese implorante allo gnomo alto quasi tre metri, e vestito di fuoco.
Ma Daembin la sapeva lunga e non si fece ingannare. "Hai distrutto città e villaggi, perchè dovrei risparmiarti? Non meriti di vivere, orrenda creatura", gli rispose in perfetto draconico.
Poi agitò le mani e la montagna di carne cadde al suolo, con gli occhi privi di orbite, sollevando un gran polverone.
Tutto il Pugno Fiammante esplose in un urlo di vittoria. Onore e Gloria! Il Duca Eltan in persona si avvicinò allo gnomo, notevolmente più alto di lui, e disse: "Grazie ser Garrick, il Pugno non sarebbe lo stesso senza di voi".
"E' stato uno scherzetto, Elt. Niente di più semplice!", rispose Daembin guardandolo dall'alto in basso. "In fondo ho solo fatto fuori un semplice drag..."
Un rumore.
Tutti si voltarono, ed a Daembin si annebbiò la vista.
Quando si svegliò si ritrovò accanto al fuoco scoppiettante del campo, lì dove si era addormentato qualche ora prima. Tutti i suoi amici erano in piedi, alcuni con le armi in mano.
Uno gnomo mal vestito era con loro, insimeme ad una scimmietta.
Ma nessuno di essi sembrava prestagli più di tanta attenzione...
Un altro rumore, questa volta cosa avrebbe portato con se? Prima uno strano gnomo, poi una buffa scimmia e adesso? Cosa avrebbero liberato le ombre che dominavano il bosco?
I compagni sembravano nuovamente all'erta. Kirsa vide Alì fermo accanto alla piccola che ignara di tutto dormiva serena. Fece qualche passo e si avvicinò al cavallo sussurrando: «Sono certa che in caso di pericolo saresti in grado di difenderla da solo, ma non ti offenderai se rimango qui con te vero?»
Dunque furono tutti allertati, si volsero verso il fondo del cerchio di luce e fissarono la boscaglia, attenti.
Si udì uno scalpiticcio sostenuto ed emersero dai cespugli tre uomini, in lunghe vesti nere e grigie, che calzavano sopra ruvide corazze di bronzo. Brandivano spade in acciaio ed uno portava un lungo arco da caccia.
Il primo, più alto e grosso avanzò deciso ed esclamò indicando lo gnomo:
"Eccoti piccolo bastardo!"
Poi si rivolse agli eroi:
"Siamo le guardie scelte del Duca Frennso del Tethyr, lui è un prigioniero del Duca, consegnatecelo!"
Balinor guardo' prima i tre uomini armati, poi lo gnomo.
Con un lungo sospiro, e sapendo perfettamente che stava per infilarsi in un mare di guai, cammino' fino a frapporsi tra i nuovi venuti e lo gnomo.
- Perche' dovremmo? - chiese con aria perplessa, mentre la sua mano si appoggiava distrattamente all'elsa della spada...
La guardia armata di arco alzò subito la mira su Balinor puntando direttamente al volto, mentre gli altri due, esitando nella risposta, strinsero i pugni sull'elsa delle proprie spade e guardarono duramente il guerriero prima di...
«Ed io che speravo di passare una notte tranquilla»
Kirsa si alzò e fece tre ampi passi verso le guardie, liberando Paura e lasciando braccio e spada rilassati lungo il lato sinistro del proprio corpo.
Poi con la punta del'arma tracciò una linea curva poco più avanti rispetto ai suoi piedi.
«Speriamo di non doverci macchiare di sangue, non questa notte, ci sono delle stelle così belle».
Rimase in attesa, con un ruolo ben preciso, nessun nemico avrebbe superato quella linea.
Non era sola in quel compito, Alì era dietro alla piccola come un solido muro eretto unicamente per difenderla.
Ed Alianto era insieme a loro.
...prendere coraggio e rispondere: "Dovreste farlo per il semplice fatto che siete circondati: dietro quegli alberi -indicando il bosco con la spada- ci sono una decina di freccie puntate alle vostre teste, pronte a scoccare"
Il vecchio soldato non parve perdere la calma, nonostante una fastidiosa vocina dentro la sua testa non facesse altro che continuare a borbottare "Lo sapevo, lo sapevo".
- Apparentemente, dunque, la situazione sembra essere in vostro vantaggio... d'altra parte, non potrebbe essere altrimenti, visto che avete di fronte un gruppo molto eterogeneo di persone bene armate, che dormono tranquillamente nel folto di una foresta e che non sembrano molto spaventate delle vostre minacce... - la calma e la naturalezza della sua voce, rendevano le sue frasi quasi delle mere constatazioni di accademia militare - persone che, peraltro, sono disposte a prendere le difese di uno sconosciuto di fronte ad un'autorita' quale la vostra... io la giudicherei quasi follia, e si sa che i folli non temono per la propria vita, combattono fino alla morte ed oltre, e sono totalmente insensibili alle minacce... -
Il volto di Balinor si distese in un leggero sorriso: - Capitano, da soldato a soldato, credo che a tutti noi spiacerebbe versare il sangue della controparte in una notte cosi' bella... pertanto, perche' non ne discutiamo con le armi nei foderi? Sara' meglio per tutti... -
Impossibile dire se l'ultima frase fosse una offerta di pace od una minaccia.
Adesso era il momento, mentre gli occhi erano puntati su Balinor che cercava di destreggiarsi nell'arte dei bardi, Biim che era rimasto nascosto nelle ombre, si dileguò in assoluto silenzio nella boscaglia muovendosi cautamente per verificare se effettivamente ci fossero altri soldati che circondavano la zona.
Un mezzo sorriso incurvò la linea delle labbra di Kirsa.
« ... perche' non ne discutiamo con le armi nei foderi? Sara' meglio per tutti...».
Quel -sarà meglio per tutti- a suo avviso aveva dato una leggera ma netta pennellata di intimidazione sopra il colore compatto del diplomatico discorso portato avanti da Balinor.
Chissà quale influenza avrebbe avuto quel tratto di colore sulla tela che pian piano prendeva forma.
I soldati si guardarono l'un l'altro per un solo istante, poi si guardarono intorno, ora con aria un po' più preoccupata di quanto non fosse al loro ingresso.
Le armi iniziarono ad abbassarsi, lentamente, molto lentamente...
Nel folto del bosco intanto, Biim non trovò altri segni di vita oltre a qualche lucertola dormiente ed un paio di gufi curiosi.
Si udì la voce di Biim provenire dalla boscaglia, si intuiva la direzione ma non lo si vedeva "Considerando che voi siete soli, che le balestre sono state inventate per perforare le armature che gli archi non riescono a passare e che la freccia si schianterebbe sul brutto muso di quel soldato di cui non avete visto il colore della pelle, direi 'Scacco', se poi aggiungiamo anche tutto il resto potremmo finire la nostra partita prima ancora di iniziare con un bel 'Matto'"
A Zeto piaceva fare i discorsi complicati ma nel farlo si annodava sempre. Per essere un mago era abbastanza pasticcione...
" Aaaaah" Un urlo di donna e passi veloci si sentirono dirigersi verso il gruppo, quando da un cespuglio uscì una femmina umana dai lunghi capelli, i denti aguzzi, e le unghie che sembravano artigli.... più che una donna sembrava una bestia: malconcia, senza un braccio che correva spaventata da qualcosa, ma non ebbe tempo di esprimersi perchè subito dietro di lei uno gnomo, muscoloso, sporco di terra e sangue gli piantò sulla schiena una ascia grossa il doppio della sua stazza che brandiva come se fosse un estensione del suo corpo.
" Muora lurida puttana..."
Lo gnomo non finì la frase rendendosi conto di essere capitato in mezzo a delle persone, poi un mezzo sorriso verso gli individui li intorno e avviandosi a dare un altro colpo al cadavere della donna fece un cenno di saluto.
Gli uomini del Duca Frennso ascoltarono nervosamente quanto aveva da dire lo gnomo dal profondo del bosco, ma quando videro la scena del massacro della "donna" non ressero più la tensione, e ad un cenno del loro capo toccarono tutti simultaneamente un anello che portavano all'anulare sinistro mormorando una parola magica, ed istantaneamente sparirono in una nuvoletta scintillante, lasciando gli avventurieri a guardarsi l'un l'altro nel silenzio della notte.
- Magnifico - grugni' Balinor dopo aver visto i tre armigeri scomparire - cosi' se prima avevamo qualche chance di cavarcela a parole adesso li abbiamo impauriti... -
Il vecchio soldato guardo' il cadavere della giovane donna scuotendo la testa.
"Dannato barbaro" penso', ma si guardo' bene dal dirlo senza poter vedere dove fosse finito Kurgas.
- Qualcuno dia una sepoltura a quei resti. E tu, gnomo - disse rivolgendosi con aria truce al bardo - forse e' il caso che ci spieghi come mai siamo finiti in questo guaio... -
" Sepoltura? No, no non serva adesso io brucia se no suo corpo pericolosa!!"
Poi si guardò intorno....
"Dove sono finita gli altri? Maga.... mia ascia ancora no finita sua sete di sangue!!!"
Ancora confuso dal risveglio improvviso il giovane chierico rimase ad osservare la scena.Dopo la scomparsa delle guardie: "Se erano quì per prendere lo gnomo torneranno con rinforzi.Sanno dove siamo e bruciare un cadavere non aiuterebbe. Credo che a nessuno piaccia l'idea che un manipolo di guardie arrivi quì e ci accusi di riti strani.Meglio seppellire il cadavere poi sentiamo che ha da dire lo gnomo con la scimmia".Rinfoderando l'arma il chierico si avvia verso la donna morta " chi ha una pala?"
Kurgas che era sul corpo della donna guardò il chierico arrivare:
" Ho detta che lei si brucia.... cosa voi no capira? Suo compagni potrebbero essera qui intorno e poi suo sangue corrotto.I malariti non si sepelliscano uoma, se propio tu vuola riempire una fossa, trova una tua preda!!"
E così dicendo si avviò a svolgere i preparativi necessari.....
Dopo la "ritirata" degli uomini del Duca la notte sembrava procedere tranquilla: gli alberi si agitavano solamente sotto la spinta della brezza notturna, le stelle brillavano indisturbate sulla volta celeste, e gli animali del bosco si tenevano a debita distanza dal campo degli avventurieri, troppo chiassosi ed irruenti per le loro tranquille abitudini notturne...
L'avanzata del giovane si fermò alle parole dello gnomo.La voce ferma e decisa
"Almeno fallo lontano dall'accampamento in modo da non sentire la puzza che provocherai".
Il giovane ritornò verso il suo giaciglio guardando i pezzi della sua armatura deposti vicino ad esso.Non valeva la pena andare incontro a morte certa per una donna morta che non conosceva.
" anche se misurarmi con kurgas non mi dispiacerebbe".Il pensiero usci dalle labbra, come un sussurro, seguito da un sorriso.
" Va beno! "
Lo gnomo afferrò per un piede la donna e la trascinò poco lontano dall'accampamento, e fatto quello che doveva essere fatto tornò indietro vicino all'unico fuoco che non puzzava di carogna, si sedette:
" ah sono propio stanca!!" e cosi dicendo si tolse delle pelli che usava come scarpe, tirò fuori i suoi piedi nudi e sporchi e incominciò ad accorciare con i denti le unghie dei piedi sporchè più che mai.
" Era da un po che non vi accorciava eh "
La tensione era sparita, merito anche dell'uragano Kurgas che aveva attraversato il campo. Quello gnomo era davvero imprevedibile.
Dopo aver dato una pacca sul robusto collo di Alì ed essersi accertata che la piccola dormisse tranquillamente, Kirsa si avvicinò lentamente al fuoco.
«Dovrei avere delle erbe aromatiche nello zaino, sono certa che darebbero un tocco in più al sapore delle tue unghie». Ottenuta l'attenzione dello gnomo sorrise in modo amichevole e proseguì oltre, verso il limite del bosco.
«Chi vuole il cambio?»
Nessun evento particolare segnò quella notte dopo la sepoltura della "donna", ed il ritiro di Selûne sotto l'orizzonte segnò l'arrivo di un altro caldo mattino estivo, pronto ad accogliere i compagni e le loro avventure...
Il giovane halfling cominciò a svuotare il suo zaino pieno quasi esclusivamente di viveri. Dopo aver fatto una colazione leggera a base di 1 pane, mezza caciotta di formaggio e un paio di frutti si mise a studiare il suo tomo di magia.
La colazione è un pasto importante ma purtroppo quando si è all'avventura va fatta leggera per non appesantire lo studio, Biim questo lo sapeva bene e seppur a malinquore anche questa volta fece solo uno spuntino veloce.
Quando le prime luci del sole sfiorarono gentilmente le punte degli alberi più alti del Bosco Ammantato, un piccolo falco si appollaiò su uno dei rami più alti di un faggio al limitare del campo ed iniziò ad osservare i movimenti dei compagni, in particolare quello dello strano gnomo scrittore...
Uno sbadiglio, un altro ed uno ancora...
Le prime luci del sole decretavano l'inizio della giornata e Kirsa ne ebbe la conferma osservando l'attività del campo ed i suoi compagni.
Il turno di guardia non era stato lunghissimo, ma nonostante questo si sentiva stanca ed avrebbe voluto tornare per qualche minuto a quando era piccola, nelle mattine in cui si rigirava tra le lenzuola e con la testa sotto il cuscino chiedeva a sua madre ancora un po' di tempo per dormire. Il sonno del mattino era il migliore, ne era certa.
Si guardò intorno e vide a poca distanza oltre gli alberi un piccolo ruscello ... un po' di acqua fresca sul viso l'avrebbe certamente aiutata.
Daembin Si inumidì la punta del pollice e voltò pagina, con una certa fretta. Qualsiasi cosa fosse accaduta oggi, non lo avrebbe trovato impreparato. Gli strani avvenimenti del giorno prima, per quanto agitati e chiassosi, non lo avevano distratto dallo studio giornaliero dei suoi incantesimi. Per lui non erano stati molto di più di un indistinto ronzio. Sarà che quel fuoco era così...ipnotico!
"Dunque dunque...per "Palla di fuoco" ci vuole un pò di... - si grattò la testa e cercò tra le pagine arcane - ah si! Guano di pipistrello, giusto. Vediamo se me ne è rimasto..."
Per un pò frugò nella borsa dei componenti, poi si diede un colpo alla fronte. "Ma quale palla di fuoco! Darei fuoco all'intero bosco, che stupido! Magari sarebbe meglio "Blocca persone" - voltò pagina - quello gnomo rozzo e puzzolente, che mi chiama "maga", mi ha fissato per tutta la sera con una strana aria. Poi chissà perchè ha quel difetto di pronuncia, magari dalle sue parti si usa dire così...chissà da dove viene..."
Poi scosse la testa, sbuffando. "Diamine, mi sono distratto di nuovo, cosa mi prende oggi? Ora mi tocca ricominciare da capo!".
E spazientito, riaprì il grimorio alla prima pagina dove, con caratteri quasi leggibili, era scritto: "Luce: per questo semplice trucchetto di lunga durata, agitare verso il bersaglio un pò di muschio fosforescente e pronuciare precisamente le seguenti parole..."
Il piccolo falco volò via poco dopo con aria apparentemente disinteressata, dopo aver visto che i movimenti all'interno del campo erano ancora lenti e assonnati.
Il caldo del mattino si fece velocemente sempre più intenso, ma ancora peggio era l'umidità tale da togliere il fiato a chi restava sdraiato nell'erba cercando di guadagnare qualche altro minuto di riposo.
Lontano, nel cielo verso ovest sopra il Mare delle Spade, i compagni che erano già svegli poterono sentire, quasi come un avvertimento minaccioso, il rombo di un tuono.
"Evviva! Ci mancava anche questa... Un bell'acquazzone con questo caldo è l'ideale per morire di afa... Che morte straziante che può toccare a qualcuno" E così dicendo guardò i compagni che indossavano le armature. "Fortuna che i miei vestiti non arrugginiscono..."
«Un temporale? Con la notte limpida che c'è stata?»
Kirsa finì inutilmente di asciugarsi il viso perchè numerose gocce di pioggia iniziarono a cadere dal cielo ed alcune, dopo quella veloce discesa, trovarono la fine schiantandosi sulla vecchia armatura della guerriera provocando tintinnii sempre più insistenti...
«Credo sia il caso di tornare alla tenda» e raccolti zaino, elmo ed armi iniziò a correre verso l'accampamento.
La pioggia giunse velocemente sui compagni nel Bosco Ammantato, ed i più lenti a svegliarsi non ebbero il tempo di mettersi al riparo: gocce d'acqua come piccoli diamanti senza valore caddero bagnando i vestiti ed il terreno, irritando i cavalli e raffreddando, per il momento, l'aria intorno alle braci ormai spente da ore.
I tuoni squarciarono il silenzio mattutino ma nessun lampo cadde nei pressi dell'accampamento, e dopo qualche decina di minuti tutto finì improvvisamente com'era cominciato.
La pioggia scendeva lieve sul viso del vecchio soldato, ma non si alzo' dal sacco... era lieto che Chauntea avesse deciso di rinfrescarli con un po' d'acqua... certo, tra un po' si sarebbe alzato ammorbando tutti i suoi compagni con le lamentele per le ginocchia dolenti e le giunture scricchiolanti, avrebbe sbraitato contro chi ha fatto l'ultimo turno di guardia per non aver guardato il fuoco...
... ma per il momento era contento che l'acqua gli lavasse via le lacrime, quelle che da qualche anno lo accoglievano al mattino, portate in dono dai sogni di battaglie perdute ed amici caduti...
Tra un attimo si sarebbe alzato ed avrebbe grugnito, bofonchiando il suo ringraziamento a Tempus per essere ancora vivo...
... tra un attimo...
... ma non ancora...
L'afa soffocante generata dal breve temporale estivo appena caduto permeava l'aria tutt'intorno al campo e riempiva di foschia il bosco al limitare del campo visivo degli avventurieri.
In alto, le nubi erano sparite ed il sole iniziava la sua opera giornaliera, a partire dalla cima degli alberi, ora popolati da qualche decina di uccelli appena svegli e pronti alla caccia.
Ormai i compagni erano tutti più o meno svegli, ed iniziarono i preparativi per il nuovo viaggio...
Così com'era arrivato sparì, temporali estivi...
Kirsa sorrise, ancora lui, ancora quel pensiero che chissà per quale strana associazione di idee paragonava i temporali estivi alle scenate isteriche di una donna gelosa nei confronti del proprio uomo, quelle stesse scenate che dopo un impeto iniziale si placano semplicemente con un bacio e qualche coccola.
Uscì dalla tenda, avrebbe continuato a "filosofare" su quei pensieri durante il viaggio, il tempo era dalla sua parte.
Un rapido sguardo allo zaino per avere la certezza che fosse pronto e all'armatura che dopo qualche minuto di lavoro era più in ordine e pulita. Raccolse le armi e si guardò intorno incorciando lo sguardo dei compagni.
Era il tempo di iniziare un nuovo viaggio, era tempo di iniziare ad incamminarsi.
Il sole non era più molto basso quando il gruppo ebbe terminato i preparativi per il proprio viaggio, ma dato che nessuno sembrava avere fretta, non c'era niente di male nel godersi un po' di tranquillità quand'era possibile, soprattutto in un periodo come quello: le voci di frequenti imboscate e saccheggi ad opera di ignoti criminali nelle zone intorno al Bosco Ammantato avevano attirato molti avventurieri, cacciatori di taglie, curiosi e... tanti altri malviventi.
La prima notte era passata portando con sé tanti incontri, ma nessuno che riguardasse lo scopo del gruppo, o almeno così pareva.
Chissà quel Will Piedineri a che categoria apparteneva... e chissà se la mattinata sarebbe passata tranquillamente per i compagni in cerca di avventura...
Zeto cercò lo sguardo di Balinor e una volta che l'ebbe trovato ammiccò con il mento verso lo gnomo. Poi sempre rivolgendosi a Balinor disse:"Che facciamo? Puntiamo sempre al Braccio Amico o vogliamo metterci in qualche altro guaio?"
Balinor guardo' l'halfling e grugni'.
- Perche', tu credi davvero di essere in grado di tenerti lontano dai guai? Evitiamo di perdere tempo ed andiamo a cacciarci direttamente noi, almeno saremo preparati! -
Borbottando, si volse verso lo gnomo e disse: - Allora, pelleverde, cosa hai da raccontarmi? -
Mentre i compagni cercavano di carpire informazioni utili dallo gnomo recentemente "salvato", sulla loro strada trovarono un uomo all'apparenza giovane, con barba e baffi non particolarmente curati, dotato di armatura di cuoio e diverse armi appese alla schiena, appoggiato ad un tronco che li stava apparentemente aspettando al varco con un'espressione piatta e indecifrabile sul viso.
Senza muovere un muscolo, attese pazientemente che tutti furono a portata di voce, prima di parlare con la sua voce straordinariamente calma e profonda: «Cosa fate in questa foresta, stranieri? Non sapete che è pericoloso in questo periodo?»
L'halfling al sentire le parole dell'uomo si voltò verso i compagni e cominciò a contarli vistosamente con il dito uno per uno cominciando da sè stesso. Poi guardando l'uomo con aria palesemente falsa fece finta di essere stupito e disse:"C'è un altro esercito di orchi dietro la collina?"
Senza scomporsi in alcun modo, l'uomo rispose all'halfling prima che questi finisse di pronunciare l'ultima parola: «È inutile cercare di impressionarmi, piccolo amico... e magari il gruppo di malviventi che vi aspetta poco più avanti potrebbe anche trovarvi un ottimo bersaglio, una sorta di tesoro ambulante...» finì indicando con lo sguardo la moltitudine di armi e oggetti appesi alle cinture dei compagni.
Kirsa guardò istintivamente il vecchio pugnale. Nessun ladro sano di mente avrebbe mosso un dito per quell'arma, eppure se mai avesse incontrato un soggetto tanto stolto da provarci di certo si sarebbe imbattuto in una dura impresa.
«State tranquilli - disse l'uomo notando il dubbio degli occhi dei compagni - sono qui per aiutarvi, dato che voi, a differenza di molti altri, non sembrate interessati a rovinare il Bosco»
Guardò per un istante lungo la strada più avanti, poi si volse verso gli alberi alla sinistra della strada indicando con una mano: «Passando di qui, potremo prendere i briganti alle spalle prima che si accorgano di noi... se lo gnomo sarà in grado di non urlare ad ogni passo» concluse guardando Kurgas e scuotendo la testa.
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