venerdì 17 aprile 2009

L'Isola della Cenere - All'avventura

I nani sono famosi per essere bassi, cocciuti, brontoloni, e grandi bevitori, e Galkin fa sicuramente onore alla sua razza quando si tratta di esibirsi in locanda in gare di bevute, risse e storie impossibili. Evidentemente nell'ultima taverna si dovevano essere svolte una rissa ed una gara di bevute davvero enormi per lasciare steso il nostro piccolo eroe in balìa delle guardie cittadine: raccolto da terra e depositato poco gentilmente nella prigione locale, il chierico impiegò diverse ore prima di rialzarsi, raccogliere qualche pensiero, e rendersi conto di dove si trovava. Nel frattempo una piccola squadra di soldati stava rastrellando le celle in cerca di mercenari per una pericolosa missione, a cui ovviamente il nostro nano non poteva sottrarsi...

Mentre Galkin veniva di malavoglia condotto a forza verso il porto, un paio dei suoi compagni vennero gentilmente invitati dal nano ad unirsi al gruppo di avventurieri (rispettivamente il vecchio Kurdran mentre passeggiava per il mercato cittadino ed Elendar che si stava recando ad un tempio di Lathander), ed una volta giunti a destinazione, insieme ad altri detenuti e avventurieri in cerca di fortuna, tutti vennero stipati sul ponte di una nave diretta all'Isola della Cenere.
L'approdo sull'isola non fu dei più felici: la nave si incagliò in qualche scoglio vicino a riva, e molti dei presenti si sentirono male a causa dei vapori emanati dall'Isola stessa. Appena messi i piedi a terra, il capo della spedizione (un soldato cittadino dall'aria superba e arrogante) affidò al gruppo appena formato (composto dal nano Galkin, il vecchio Kurdran, il giovane Elendar, una piccola gnoma cugina di Nundolf, un grosso mezzorco dall'aria massiccia, un uomo biondo apparentemente conoscitore della zona ed una maga studiosa vestita di rosa) le prime istruzioni, che comprendevano il recupero di informazioni ed oggetti antichi da ogni anfratto dell'Isola.

Come previsto dai più acuti osservatori fin da prima dello sbarco, l'isola è di origine chiaramente vulcanica ed alcune tracce dell'attività magmatica sono ancora pienamente visibili ai visitatori/esploratori che camminano sul suo suolo: enormi crateri, pozze di acqua solforosa, fiumi di lava e nubi di cenere sono il paesaggio più ricorrente in quel luogo, accompagnati purtroppo da numerosi resti di edifici distrutti dalle calamità naturali in tempi ormai lontani. Anche la fauna locale è praticamente inesistente o stranamente mutata: alcuni famelici gruppi di ratti giganti si parano di fronte ai nostri amici e segnalano che ben poche forme di vita sono rimaste in queste lande maledette...

Durante l'esplorazione dell'Isola alcuni dei compagni di viaggio non sembrano particolamente presi dall'atmosfera cupa e sinistra che regna su tutta la zona, ma si divertono a dispetto di ciò che li circonda, ignorando perfino le inquietanti affermazioni di altri che dicono di sentire strane voci e sussurri nell'aria intorno a loro...
Presa d'un tratto da un'ispirazione che solo ad uno gnomo potrebbe sembrare ragionevole, la piccola Domitynasilla grida ai compagni di ammirare come finalmente abbia trovato la prova di non essere una "tappetta" come Galkin la apostrofa da qualche ora: è più alta del ramo dell'albero rinsecchito di fianco a lei. Grazie alla tipica arguzia nanica, un nuovo soprannome viene allora coniato sul momento per lei: "saltarami", subito adottato giocosamente da tutti.

Esplorando le grotte ed i passaggi tra diverse zone dell'Isola, i nostri eroi si trovano improvvisamente di fronte ad un edificio notevolmente più grande ed anche meglio conservato rispetto a tutti gli altri. Prima di entrare ad esaminare il contenuto eventualmente sopravvissuto all'inclemenza dalla natura e del tempo, una rapida ispezione della zona circostante li porta a scoprire un'inquietante scia di sangue che dalle mura della fortezza scivola in una profonda cavità del terreno...

Nell'ispezione della pianura circostante gli amici possono ammirare un fugace scorcio del paesaggio generato cinque secoli prima dalla furia del vulcano dell'Isola: un fiume di lava bollente scorre sotto i loro piedi, incanalato da pareti di roccia nera e costantemente sovrastato da nuvole di vapore ustionante e probabilmente mortale per ogni creatura vivente che dovesse entrarne in contatto.
Spettacolo affascinante, ma pericoloso e da osservare cautamente da lontano, molto lontano...

Discendendo nella voragine notata in precedenza grazie a qualche corda fortunatamente acquistata prima dell'inizio della spedizione, i nostri amici si trovano in quella che sembra essere un'antica tomba scavata in profondità e abbandonata da secoli... almeno dalle creature viventi: improvvisamente un essere dai lineamenti vagamente umani, anche se orribilmente scavati e deformi, si para di fronte a Galkin che dopo aver sfondato una porta a mazzate decide di proseguire l'opera affondando il proprio martello da guerra anche nelle ossa del mostro. Dopo pochi colpi ben assestati il nemico cade definitivamente morto ai piedi dei compagni, che hanno così il tempo per ispezionare la sala, solo per rendersi conto che molti resti umani e animali sono lì per terra, testimoni degli atroci atti perpetrati nei secoli dal non-morto appena abbattuto.

Analizzando gli indizi scoperti fino a quel momento, i compagni deducono che in precedenza un altro gruppo di esploratori era stato mandato sull'Isola per carpirne i misteri, ma che era poi stato eliminato -un membro alla volta- dal mostro carnivoro della tomba sotterranea.
Lieti di aver scoperto almeno una parte dei misteri dell'Isola della Cenere, i nostri eroi seguono il nano che si getta a capofitto all'interno della fortezza e affrontano alcuni non-morti ancora presenti al suo interno, prima di poter esplorare liberamente tutte le stanze in cerca di tesori, informazioni o indizi. Tra gli strani oggetti reperiti nelle vuote stanze del maniero, uno in particolare attira l'attenzione di Galkin: un arazzo ancora miracolosamente intatto rappresentante scene di battaglia non ben identificate.

Dopo aver raccolto un discreto numero di oggetti, scritti e informazioni, i compagni decidono che è giunto il momento di tornare al campo sulla costa per riferire quanto appreso, consegnare gli oggetti interessanti agli studiosi lì presenti, e prendersi una meritata pausa dalle esplorazioni, dai combattimenti e soprattutto dalla cenere che permea tutta la superficie dell'Isola su cui si trovano.
Un breve riposo e poi di nuovo tutti in marcia per scoprire altri misteri dell'Isola della Cenere: ora facciamo campo?

4 commenti:

Developer Silver ha detto...

Modulo simpatico, anche se all'inizio ha dato qualche problemino di stabilità del server, poi si è ripreso ed è andato avanti senza problemi.
Finalmente le transizioni non sono tutte di gruppo ma la maggior parte lasciano esplorare singolarmente le zone a proprio piacimento senza obbligare tutti a seguire il primo che le attraversa!
Simpatici anche i 2 nuovi personaggi, vedremo come si evolveranno insieme al gruppo...
Domenica sera seconda parte!

Morghan ha detto...

Oh sì, davvero un bel modulino! Anche la storia è avvincente :D Ci vediamo domenica sera!!

Morghan ha detto...

Allora, tutti pronti per stasera? :D

Developer Silver ha detto...

Purtroppo non eravamo tutti molto pronti ieri sera ;-) O meglio, devo aver fatto male i conti considerando che ci fosse più gente di quella che aveva dato disponibilità, quindi... alla prossima! (tra poco posto per organizzare per questa settimana)