lunedì 6 aprile 2009

La banda di goblin - Il tempio nascosto

"A mente fresca si ragiona meglio!" insistevano i compagni mentre il nano con la sua proverbiale cocciutaggine insisteva nel voler risolvere il mistero degli altari nel bosco il prima possibile: dopo un'accurata indagine all'interno della grotta dei goblin era stata infatti rinvenuta una porta magicamente sigillata e apparentemente legata ai quattro altari votivi disseminati nella foresta circostante, un'occasione imperdibile per i nostri cercatori di tesori! Se soddisfare le richieste di Chauntea (con del grano recuperato dai goblin) e di Malar (con dei pezzi di carne ricavata dagli animali abbattuti, che dovevano essere in realtà la cena del gruppo) non era stato poi così difficile, capire cosa poter offrire agli altari di Tempus e di Jergal aveva finito con l'esaurire le idee degli amici...

Dopo un brusco risveglio dato dai continui brontolii di Galkin, totalmente incapace di stare fermo e zitto a riflettere sull'enigma da risolvere, i compagni si ritrovano di nuovo di fronte al piccolo altare di Tempus e al suo mistero: cosa potrebbe mai accettare il dio delle battaglie come offerta votiva? In un impeto particolarmente truculento il nano decide di gettare nel ricettacolo di pietra una delle teste mozzate che stava collezionando come prova delle proprie battaglie, e magicamente ecco che del nuovo sangue sgorga copioso dal collo reciso e riempie la piccola vasca, a segno dell'offerta accettata.

Rinvigoriti dal successo finalmente ottenuto, gli amici si dirigono all'ultimo altare rimasto da soddisfare, quello di Jergal. Ripercorrendo le buie grotte per giungere alla stanza sacra, il gruppo si imbatte in Nundolf che finalmente aveva deciso di interrompere il suo tormento verso la locandiera del villaggio per prendere parte a quella curiosa spedizione: studiando attentamente le rune incise nella pietra e basandosi su quanto era loro noto dei rituali funebri di quella divinità ormai scomparsa, i compagni riescono a dedurre che l'offerta desiderata dal Dio della Morte sono i resti del guerriero rinvenuto il giorno prima nel bosco, e soddisfano in quel modo anche l'ultima richiesta per aprire il magico sigillo nella caverna dei goblin.

Una volta raggiunto il varco ora aperto e attraversata la soglia con la solita cautela tipica di Galkin che preferisce sfondare a mazzate piuttosto che aprire le porte, il gruppo si trova in un ambiente antichissimo ma stranamente tranquillo, apparentemente un tempio abbandonato da secoli. Ispezionando con cura l'ambiente, dopo l'ammirazione per la sala principale del tempio ancora assolutamente intatta e meravigliosa come un tempo, diversi forzieri vengono attentamente esaminati e ripuliti dal loro contenuto, mentre gli arredi sacri ed i sarcofagi sono rispettosamente lasciati intatti.

In una delle stanze ancora arredate della struttura viene ritrovata una pergamena miracolosamente ancora intatta, scritta in una lingua dimenticata da secoli (anche se simile in qualche modo alla lingua comune) che reca i racconti degli ultimi giorni degli abitanti del tempio: pare che un'orda di orchi stesse assalendo l'edificio che, abitato da elfi e protetto da potenti incantesimi difensivi, resistette per qualche giorno prima di essere sopraffatto e costringere i suoi abitanti alla fuga nel circostante bosco di Ardeep.

Terminando l'esplorazione del tempio, dopo aver recuperato diversi scritti magici di media potenza e alcune armature ancora utilizzabili (che permettono a Elendar, Nimiael, Kurdran e Nundolf di aggiornare il proprio equipaggiamento), gli amici decidono che è giunto il momento di tornare all'aria aperta e di andare al villaggio a riferire quanto appreso per poter riscuotere la promessa ricompensa in monete d'oro, vendere gli oggetti trovati per ricavare un po' di guadagno extra, e godersi un meritato riposo tra le calde lenzuole di un letto vero... ogni tanto!

La missione è ufficialmente terminata e compiuta con successo, gli abitati del villaggio sono in festa e Edward consegna a Galkin la promessa ricompensa di 125 monete d'oro per il lavoro svolto, che viene poi divisa con gli amici. Felici di essere stati finalmente correttamente retribuiti per le fatiche compiute, ma soprattutto di aver dimostrato a loro stessi di essere un gruppo molto affiatato e in grado di affrontare le missioni più disparate e difficoltose, i compagni festeggiando insieme per un po' prima di decretare la fine della giornata tra risate, pacche sulle spalle e una voce rauca e brontolona che saluta tutti con "Buon riposo, ci vediamo tra qualche ora per riprendere il nostro cammino verso la prossima avventura!"
Chissò quale sarà la prossima avventura... ma per ora, facciamo campo?

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